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Francesco Sabino – fotografo

Il mio blog personale

Questo è il mio blog. E mi gasa!

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/ giugno 7, 2015 / Pensieri / No Comments
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Con il titolo “La dolce vita in Riviera” è stato reso omaggio a Carlo Riva e al ricordo della scuola di sci nautico aperta da Gigi Figoli negli anni ’50 e fondata due anni prima da Gianni Fustinoni, proprietario del Grand Hotel Miramare. La squadra dei “Dream Team” gli atleti nazionali della federazione italiana di sci nautico, hanno effettuato dimostrazioni pratiche e figure acrobatiche nello specchio di mare di fronte al Grand Hotel Miramare. Emozione da parte mia di essere su un motoscafo Riva e precisamente sul leggendario Acquarama modello 1969 per le riprese fotografiche.

Tutte le immagini nella galleria fotografica

/ maggio 17, 2015 / Pensieri / No Comments
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Ho trovato questa cartolina datata 1970  proveniente da Civitavecchia indirizzata a mio padre. Mi ha colpito il fatto che la cartolina non avesse l’indirizzo della via e numero civico eppure è arrivata lo stesso a destinazione. Tenendo presente che all’epoca Rapallo aveva già una popolazione superiore ai 20,000 abitanti e la via dove abitava mio padre e abito tutt’ora io è lunga quasi un chilometro.

/ febbraio 12, 2015 / Pensieri / No Comments
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È uscito un po’ di tempo fa il libro del mio  amico Giorgio Cosseta. Un libro fortemente erotico, dove le scene di sesso sono raccontate in modo molto esplicito e, a mio parere, scritte molto bene. Qui di seguito inserisco un passo tratto dal libro:

Avevo scambiato gradite telefonate con amici ed amiche e ricevuto la visita festosa dei figli (dal piano di sopra ma separato dal mio) che mi avevano portato i saluti dei nonni e il programma di un’imminente gita in Piemonte, dove vivevano: ci saremmo recati a trovarli per un raduno-rimpatriata familiare dei Cosseta a casa dello zio Gino, fratello di mio padre. Laggiù, sotto il bersò, al riparo dal sole accecante, seduti sulle panche allineate alla lunga tavola di legno di quercia, con la vista spaziante sulle morbide colline del Monferrato con i verdi e fitti filari di viti di barbera, grignolino, chardonnay e cortese, avremmo officiato l’immancabile rito del pranzo conviviale. L’ouverture sarebbe toccata agli antipasti di affettati nostrani col salame d’oca e il salame cotto, con qualche verdura intrisa di bagna cauda dal sapore d’aglio e acciuga col fondo d’olio d’oliva extravergine della vicina Liguria e un assaggio di fritto misto alla piemontese con i friciulin di semolino dolci della mia infanzia e in sovrappiù la giardiniera e l’insalata russa. Il tutto accompagnato dalla “monferrina”, il tipico pane di pasta dura della zona. A seguire i “primi” – ma sarebbe più giusto dire i “decimi” – gli agnolotti col ripieno di carne e il sugo di brasato e il riso della zona o del vercellese cucinato con la salsiccia per un gustoso e indimenticabile risotto tipico regionale. Per secondo avremmo degustato il coniglio nostrano in salmì alle erbe (che sostituiva la lepre dei vecchi tempi quando lo zio era un accanito cacciatore) e ancora il brasato o il bollito piemontese; la frutta di stagione bastava poi coglierla dalle piante, come i pomodori e i peperoni nell’orto (ma mia mamma avrebbe preparato la sua mitica, imperdibile e indimenticabile peperonata!). Cecilia avrebbe portato una torta di mele e una di fichi e cioccolato, fatte da lei, che sarebbero state poi innaffiate dal dolce moscato (sempre della casa). Altri avrebbero preparato il bonnet di cioccolato, il dolce tipico piemontese, e naturalmente ulteriori mille assaggi di manicaretti vari per un tripudio luculliano che avrebbe fatto invidia anche al generale romano, quel Lucio Lucullo che quel giorno avrebbe prestato il suo nome di battesimo a mio padre Luciano interpellato di sicuro, dai suoi cari, con quell’affettuoso diminutivo. Quel baccanale gastronomico, che per fortuna aveva luogo solo una volta all’anno, ci avrebbe trasformati quasi tutti e senza bisogno della maga Circe – e me in particolare, in ottemperanza al mio oroscopo cinese – in porci grufolanti sui rispettivi piatti alias truogoli ripieni di cibo: naturalmente ci esprimevamo in quel modo solo per un omaggio a Gargantua e Pantagruel!… Ci saremmo alfine abbandonati gonfi ed esausti sul prato per una sudata ma meritata pennichella, interrotta solo dall’arrivo del bricco di caffè fumante portato da quelle sante donne artefici della preparazione di tutto quel ben di Dio, le quali avrebbero di sicuro mangiato e bevuto molto meno degli altri e per questo sarebbero rimaste lucide e attive fino alla fine. Il contributo maschile durante queste rimpatriate consiste quasi esclusivamente nella rosolatura di carni e verdure sulla griglia quando si opta appunto per il più semplice barbecue, oltre che nel rigovernare la tavola. Si sarebbe poi giocato a carte mentre altri si premuravano di tenere desta la conversazione e Jacopo, isolatosi come suo solito e assopitosi sul divano di casa, avrebbe poi strimpellato per puro divertimento i tasti giallastri del pianoforte verticale, disastrosamente scordato, poggiato al muro solo come uno “strumento” di arredamento ancorché musicale, improbabile pezzo di un vano modernariato. Il ritorno sarebbe stato avvolto dai profumi della campagna che ci portavamo appresso nell’ampio spazio-bagagliaio della jeep stipato di verdure e ortaggi vari, frutta, uva e vino, angurie e qualche primizia di “zucca dal cappello da prete” che per la sua forma e colore arancio e verde avrei esibito nella vetrina dell’erboristeria insieme a qualche gialla pannocchia di mais con la sua “barba” dalle proprietà diuretiche (l’olio di semi di zucca è invece un utile presidio contro l’ipertrofia prostatica benigna).

 

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/ dicembre 22, 2014 / Pensieri / No Comments
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Foto della manifestazione, tenutasi a Rapallo al Chiosco della Musica il 21 dicembre, nella Galleria Fotografica

/ novembre 16, 2014 / Pensieri / No Comments
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Il periodico di attualità e cultura fondato nel 1969 compirà sabato 15 novembre i suoi primi 45 anni di ininterrotta attività; forse un caso quasi unico per ciò che riguarda la piccola stampa nazionale.

Anche il 15 novembre 1969, cadeva di sabato. Nella sede dell’Azione Cattolica di Santa Margherita Ligure (lo stesso edificio che oggi ospita l’Auditorium) un gruppo di giovani dava vita a un giornale (all’epoca stampato con un vecchio ciclostile) chiamandolo con quel nome strano un po’ per emulare la “Zanzara” del Liceo Parini di Milano (che tanto turbò le coscienze della società italiana di quegli anni) e un po’ per rifarsi ai quattro “bacherozzi” di Liverpool, gli scarafaggi, appunto, ovvero i “Beatles”; il tutto con una spruzzata di latino maccheronico e un po’ di ironia.

“Bacherontius” vedeva la luce in un clima di comprensibile euforia, quella stessa che sarà palpabile nel pomeriggio del prossimo sabato, perché in un sistema democratico è proprio dalla piccola stampa, quella di provincia, che nasce e si prolifica il seme della libertà.

Anche il fondatore e direttore, Marco Delpino, festeggia, proprio in questi giorni, i suoi quarant’anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.

Sono passati gli anni, ma la voglia di sognare continua. E tutto questo, ovviamente, inserito nell’attualità del momento, in una magica miscela che funziona e che permette alla rivista di avvicinare centinaia di lettori “tigullini” e liguri, ma anche centinaia di abbonati sparsi un po’ in tutt’Italia, dal Veneto alla Sicilia, attraverso tutte le regioni dello Stivale.

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Attorno a questo “bacherozzo”, poi, sono nate tantissime iniziative: il premio letterario “Santa Margherita Ligure – Franco Delpino” che è ormai un’istituzione (37 edizioni alle spalle), con molte sezioni e centinaia di partecipanti; la casa editrice che stampa oltre cinquanta libri l’anno; l’ANPAI (l’Associazione nazionale dei poeti, degli artisti e degli autori d’Italia) con altre centinaia di associati, e infine la rassegna “Tigulliana”, che porta a Santa Margherita Ligure e nel Tigullio il gotha del giornalismo, dell’arte e della cultura italiana e internazionale.

Personaggi leggendari della cultura italiana, come Fernanda Pivano (un’altra ch’era rimasta giovane nella mente), il vignettista Pietro Ardito, lo “scrittore del mare” Vittorio G. Rossi,  Indro Montanelli, l’ambientalista Ardito Desio, tanto per citare alcuni nomi, hanno collaborato con simpatia nel corso degli anni.

Foto della manifestazione, tenutasi a Santa Margherita Ligure il 15 novembre, nella Galleria Fotografica

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